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Paragrafo 5 . 1907-1911: il rallentamento della crescita economica.

     
Nel  1907  le ripercussioni di una crisi economica di portata mondiale
costrinsero  il  governo  e la Banca d'Italia ad  adottare  interventi
straordinari a sostegno del sistema creditizio e provocarono una forte
ripresa   delle   agitazioni  operaie.  Gran  parte   delle   numerose
manifestazioni furono promosse dai sindacalisti rivoluzionari,  mentre
la  CGdL mantenne un atteggiamento moderato. Le lotte proseguirono con
notevole intensit sino all'estate del 1908; il massimo della tensione
si raggiunse a Parma, dove contro lo sciopero generale dei braccianti,
indetto  dalla  camera  del  lavoro locale  diretta  dai  sindacalisti
rivoluzionari,  intervennero  sia le  forze  dell'ordine  che  squadre
armate antiscioperanti reclutate dagli agrari.
     La   crisi  economico-sociale  venne  superata,  ma  la  crescita
appariva rallentata e aumentava l'opposizione dei nazionalisti da  una
parte,  dell'estrema Sinistra dall'altra e perfino di  una  parte  del
mondo  imprenditoriale. Alla fine del 1909, quando propose  nuovamente
l'introduzione  di un'imposta progressiva sui redditi e  la  riduzione
dei  dazi protettivi sullo zucchero, Giolitti venne messo in minoranza
e  rassegn  le  dimissioni. Si tratt probabilmente di  una  ritirata
strategica, per tornare alla guida del paese in un clima politico  pi
favorevole; il che accadde nel marzo del 1911.
     Il  nuovo governo, che indicava come punti qualificanti  del  suo
programma  il  suffragio  universale maschile  e  il  monopolio  delle
assicurazioni sulla vita, ottenne la fiducia di un ampio  schieramento
di  forze,  compresi i socialisti. Nel giugno del 1911, a  conclusione
dell'iter  avviato dal precedente governo, venne promulgata  la  legge
sull'istruzione elementare, con la quale la scuola primaria era  posta
quasi completamente sotto il controllo dello stato.
